martedì , 21 novembre 2017
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G.Prencipe a Riccardi: debiti di funzionamento, più che triplicatisi dal 2009 al 2013

G.Prencipe a Riccardi: debiti di funzionamento, più che triplicatisi dal 2009 al 2013

G.Prencipe a Riccardi: debiti di funzionamento, più che triplicatisi dal 2009 al 2013

Manfredonia – IN uno degli ultimi comunicati sull’opera del Sindaco in carica, si leggeva che “nonostante i Patti di Stabilità, nonostante i tagli indiscriminati sui bilanci dei comuni, nonostante una crisi economica fra le peggiori che l’era contemporanea ricordi, siamo sulla rampa di lancio che proietterà Manfredonia nel secondo decennio del secondo millennio.”, mentre uno dei suoi più autorevoli sostenitori portava a merito di Ricardi l’aver saputo tenere i conti in ordine.

A prender per vere queste parole ci si sarebbe aspettati una continua diminuzione in bilancio delle spese di esercizio per far fronte ai tagli dei trasferimenti ai Comuni.

In realtà, nonostante le continue ammonizioni ed i pareri pesantemente critici a riguardo dei Revisori dei Conti, invece di contenere le spese, soprattutto quelle di parte corrente, in questi ultimi anni si è assistito ad un loro continuo aumento: si è passati dai 41 milioni di euro di spese correnti del 2009 (l’anno prima dell’insediamento di Riccardi) ai quasi 52 milioni contenuti nel bilancio di previsione 2014, un aumento complessivo di oltre il 25%.

Le spese correnti, in dettaglio, sono aumentate soprattutto per quanto concerne le prestazioni di servizi, passate da 21,5 milioni di euro del consuntivo 2009 a 26,6 milioni del preventivo 2014 (aumento di quasi il 24%), e i trasferimenti arrivati a quasi 7 milioni previsti nel 2014 (con picchi di 8,6 e 9 milioni nel 2013 e 2010) dai 5 milioni del 2009.

L’aumento di queste spese è stato finanziato anche con un ricorso continuo alle anticipazioni di cassa da parte della tesoreria (vale a dire, iniziando a prendere in prestito ed a spendere i soldi previsti per l’anno successivo), facendo salire il livello degli interessi passivi e degli oneri finanziari a carico del Comune (con un picco di 2,8 milioni nel 2012) e sforando ripetutamente il parametro di deficitarietà strutturale n. 9 indicato nel decreto del Ministero dell’Interno del 24/09/2009 (esistenza al 31/12 di anticipazioni di tesoreria non rimborsate superiori al 5% rispetto alle entrate correnti).

In particolare, il Collegio dei Revisori più volte ha consigliato l’adozione di un piano di ripristino dei flussi di cassa, ma il monito è rimasto inascoltato. A tal riguardo, si si riporta quanto prescritto dal Collegio nei pareri ai bilanci di previsione 2013 e 2014:

“In merito il Collegio non si darà pace fino a quando non vedrà ridursi drasticamente, con approssimazione all’azzeramento, il ricorso continuo e cronico a risorse finanziarie derivanti dall’anticipazione di cassa. Tale facoltà è da intendersi possibile solo ed esclusivamente per periodi limitati di tempo. Risulta indispensabile dotarsi di una gestione caratteristica che possa sostenere le spese necessarie all’Ente. La gestione corrente dovrà essere strutturata in modo tale da poter dar corso alle spese senza il ricorso al tesoriere/finanziatore. Sarà graditissima al Collegio una pronta attivazione degli uffici finalizzata al repentino e tempestivo introito delle entrate.”

Inoltre, nel parere al bilancio di previsione 2014 lo stesso Collegio aggiunge: “L’Organo di Revisione non ha rilevato alcun miglioramento, semmai un aggravio della disfunzione finanziaria, pertanto indica, di ricorrere in sede di assestamento all’adozione di interventi risolutivi e definitivi miranti all’azzeramento del debito nei confronti del tesoriere.”

Un ultimo dato significativo da evidenziare è quello relativo ai debiti di funzionamento, più che triplicatisi dal 2009 al 2013, passati da 6,3 milioni di euro a 22,3 milioni.

Se a questo si aggiunge il buco profondo lasciato dal fallimento della GEMA (la società che gestiva per conto del Comune la riscossione dei tributi) e l’impossibilità ormai certa di poter recuperare le somme vantate dal Comune nei suoi confronti (portati in bilancio per circa 3 milioni mezzo di euro ma dichiarati nella domanda di ammissione al passivo – respinta nei giorni – per circa 8 milioni e settecentomila euro!). In conclusione, altro che conti in ordine. Se non si corre presto ai ripari il Comune rischia il dissesto”.

Lo dice in una nota l’avvocato Gaetano Prencipe, con Angelo Riccardi, candidato sindaco alle primarie del Pd di Manfredonia del prossimo 21 dicembre 2014.

 

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