lunedì , 25 settembre 2017
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Gaetano Prencipe: RIPARTIAMO DAGLI ULTIMI, per una solidarietà creativa

Gaetano Prencipe: RIPARTIAMO DAGLI ULTIMI, per una solidarietà creativa

Gaetano Prencipe: RIPARTIAMO DAGLI ULTIMI, per una solidarietà creativa

Manfredonia – “RIPARTIAMO DAGLI ULTIMI, per una solidarietà creativa”: questo il nome del quarto cantiere per il “Progetto Manfredonia 2020” che Gaetano Prencipe aprirà martedì alle ore 19 presso il LUC ed a cui tutta la cittadinanza è invitata.

Il progressivo invecchiamento della popolazione e l’aumento delle persone anziane e con disabilità in condizioni di non autosufficienza che domandano servizi e risposte efficaci a situazioni di fragilità che inevitabilmente si estendono rapidamente ai nuclei familiari in cui vivono; i fenomeni di disgregazione sociale e familiare legati all’aumento delle separazioni e della conflittualità familiare; i minori a rischio; le vecchie e le nuove forme di povertà conseguenti ad una crisi economica che sta avendo effetti pesanti non solo sul fronte dell’occupazione; il disagio aggravato per le famiglie monoreddito e monogenitoriali; le esigenze connesse alla richiesta di integrazione sociale ed all’esercizio dei diritti delle persone con disabilità;

la necessità di mettere in campo interventi adeguati di contrasto, prevenzione e presa in carica di vecchie e nuove forme di dipendenza patologica, come quella da gioco d’azzardo; l’esistenza di un’immigrazione extracomunitaria ormai radicata al fianco delle presenze stagionali assai significative; il fenomeno dei minori stranieri non accompagnati; la crescente popolazione straniera comunitaria e neocomunitaria, soprattutto femminile; etc.

Sono solo alcuni dei problemi che impegnano quotidianamente i soggetti, a partire dai Comuni, a vario titolo coinvolti nell’elaborazione e nella gestione delle politiche sociali nell’ambito del Piano sociale di zona, e che mettono a dura prova la capacità di risposta degli uffici quotidianamente alle prese con i cittadini che vi si rivolgono.

Una risposta condizionata non solo da problemi di ordine finanziario, dal momento che tendono progressivamente a diminuire i trasferimenti nazionali e regionali, ma anche dalla difficoltà di far fronte con le risorse umane a disposizione alla necessità di ideare e mettere in atto nuove forme di intervento adeguate alla molteplicità ed alla gravità delle situazioni.

E’ evidente che a fronte della necessità di rafforzare gli investimenti pubblici per infrastrutture sociali, socio educative e socio assistenziali, occorre promuovere e potenziare nuove forme di risposta e di intervento anche da parte del c.d. privato sociale, intendendosi per tale non solo il volontariato, chiamato anch’esso a strutturarsi in modo più organico ed efficiente, ma anche e soprattutto l’impresa sociale, che sul nostro territorio sta già assumendo un ruolo crescente e significativo, e più di altri chiamato a dare risposte nuove e creative rispetto a quelle tradizionali.

In che modo il volontariato e l’impresa sociale possono, insieme al Comune ed agli altri soggetti impegnati nel Piano Sociale di Zona, meglio attrezzarsi e contribuire a dare risposte sempre più adeguate e innovative, anzi creative, alle vecchie e nuove forme di povertà e di disagio sociale?

Sarà questo il tema del quarto cantiere, chiamato a porre un’ulteriore pietra angolare nella costruzione di un progetto di città solidale e accogliente, nella quale nessuno dev’essere lasciato solo.

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