domenica , 23 luglio 2017
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M.Fidanza: voto il sindaco e l’uomo Angelo Riccardi

M.Fidanza: voto il sindaco e l’uomo Angelo Riccardi

M.Fidanza: voto il sindaco e l’uomo Angelo Riccardi

Non scrivo mai, sul mio profilo, di questioni che hanno a che fare con la politica locale e, spesso di riflesso, con il mio attuale lavoro. Mi incazzo come una bestia quando qualcuno mi si rivolge pensando che io abbia un prezzo e che questo sia pagato con un contratto di lavoro che, tra l’altro, è a tempo determinato (10 mesi il primo, 12 mesi il secondo e 18 il terzo ed ultimo. Per ora). Mi spiace, ma non sono come questi (considerato il loro metro di giudizio) e non vorrò mai esserlo. Nessuno mi farà mai stare zitto e nessuno mi potrà mai comprare. Mi turbo nel leggere pseudo liberi pensatori che sono andati a cercarsi (una promessa di) spazio laddove accolgono a braccia aperte chiunque abbia qualche risentimento personale con l’Amministrazione. Mi disgusto nel leggere pseudo giornalisti (uso questo termine senza biasimo, ma con indignazione perché non è corretto attribuirsi “titoli” o “qualifiche” che non si posseggono) che si ergono a custodi e distributori della verità.

Non vedo l’ora che sia domenica per poter esprimere il mio pensiero, attraverso il voto. Non ho dubbi, non ho esitazioni: voto il sindaco Angelo Riccardi e voto l’uomo Angelo Riccardi, particolare, quest’ultimo, di non poco conto, perché non si può essere primo cittadino senza possedere uno spessore umano rilevante.

Vivo l’attività amministrativa, quotidianamente, a stretto contatto con il sindaco Riccardi e vivo, quotidianamente, i suoi affanni per sopperire alle mancanze in cui si ritrovano tutti i Comuni italiani. Tutti. Vivo le sue angosce quando non riesce a soddisfare, come vorrebbe, le richieste che pervengono dalla nostra comunità. Vivo i suoi spunti che ci hanno consentito di mantenere i bilanci in regola e che ci hanno permesso di continuare ad erogare servizi vitali. Vivo le sue preoccupazioni ogni volta che si ritrova ad affrontare battaglie che soltanto un sognatore può accettare di combattere e soltanto una persona determinata, come lui è, può vincere. Vivo i suoi crucci quando loschi figuri provano a “svendere” la nostra città. Vivo le sue soddisfazioni, ogni volta che riesce a raggiungere gli obiettivi che si era prefissato per la crescita della collettività di Manfredonia, e non per quella di pochi individui.

Vivo le sue struggenti disamine e vivo il suo anticonformismo, quello stesso che ha allontanato da Palazzo San Domenico alcuni soggetti che se lavoravano, quando lavoravano, lo facevano per trarne giovamento personale. Vivo i suoi silenzi, quelli che possono sembrare segnali di presunzione o di arroganza ma che, in realtà, sono pause durante le quali si arrovella per creare ed offrire nuove opportunità. Vivo di riflesso i momenti in cui riceve il pubblico e vivo i momenti successivi, ben più pesanti per la desolazione di non riuscire ad essere d’aiuto a tutti come vorrebbe. Vivo anche i pochi frangenti durante i quali gli cascano le braccia per l’isolamento in cui si ritrova, così come vivo gli istanti in cui può tornare a sorridere perché, magari, è riuscito a compiere qualcosa a cui nessuno credeva, se non lui: il mio sognatore preferito.

Senza ombra di dubbio, la mia è anche gratitudine per l’uomo. C’è da vergognarsi nell’essere grati a qualcuno? Affatto. In una società poco accogliente, che insegue l’effimero, che non si cura di persone da cui non puoi ricevere niente, che rende sempre attuale l’homo homini lupus di hobbesiana memoria, ci sono ancora Uomini. Pochi, ma ci sono. E non potrei mai perdere Angelo perché, così facendo, mi priverei di una persona che, al di là dell’esigua differenza anagrafica tra noi due, sento come il mio papà; mi priverei di un fratello, con cui si è instaurata una splendida reciprocità; mi priverei di un figlio e anche di un amico come ormai non si trovano più.

Mi ritengo il perfetto esempio di come Angelo considera le persone, valutandole per quello che sono e non per quello che appaiono o, peggio ancora, per quello che si vorrebbe da loro. L’ho conosciuto scavalcando le barriere del Miramare per andare a chiedergli conto, non pacificamente, del suo “vaffa” urlato e gesticolato verso la Curva Sud al termine di un incontro del Manfredonia Calcio di anni fa. Un politico come quelli che ci hanno ormai stancato avrebbe tenuto tutto per sé, per ragioni di opportunità, per poi “vendicarsi” alla prima occasione. Angelo è un politico, ma è soprattutto un Uomo con gli attributi. Non entrai nella lista dei proscritti e, anzi, scommise su di me, tempo dopo, quando nessuno ci avrebbe creduto, io per primo.

Mi ha insegnato che ogni lavoro va fatto con passione e zelo. Mi ha insegnato che i rapporti umani sono alla base di tutto. Mi ha insegnato il rispetto e l’educazione (ero ben più burbero di quanto potrei sembrare adesso). Mi ha insegnato a non arrendermi mai, proprio come fa lui da sempre e come ho fatto io, in maniera più manifesta a tutti, in un momento della mia vita. Mi ha insegnato a credere in me stesso.

Quanta gente mi avrebbe atteso, nel contesto lavorativo, dopo i due mesi trascorsi in ospedale? Quanta gente avrebbe continuato a starmi accanto e quanta gente avrebbe avuto la sua premura nel non mettermi fretta per il ritorno a lavoro? Quanti sindaci avrebbero sacrificato momenti delle proprie giornate per venirmi a trovare e alimentarmi di quell’affetto e di quelle attenzioni di cui avevo assoluto bisogno? Quanti politici conoscono e praticano la “riconoscenza” (virgolettato perché Angelo non mi deve alcuna riconoscenza) disinteressata?

Angelo è una persona che possiede una spiccata sensibilità. Una dote che lo rende il sindaco per antonomasia, ancor più in questo triste momento che sta vivendo la nostra (povera) Italia. Angelo è arguto ed arriva anche laddove gli arditi non immaginerebbero mai di poter giungere. Angelo vive in simbiosi con il suo lavoro, dalla primissima mattina alla tarda sera. Angelo non guarda in faccia a nessuno e riconosce ad ognuno i propri meriti, se li ha. Non chiede “a chi sei figlio”, ma valuta sempre le capacità di ognuno. Angelo ha sempre il coraggio delle proprie azioni. Angelo quando si prefigge un obiettivo lo raggiunge, senza se e senza ma. Angelo non è vigliacco, ci mette la faccia e non si nasconde mai.

Angelo è il mio sindaco. Angelo è il sindaco di tutta la città.

Io alle primarie della coalizione di centrosinistra ci andrò e voterò Angelo Riccardi.

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